L'allenatore nel pallone

La Storia

Tra la sorpresa di tutti, anche del diretto interessato, il presidente della Longobarda, squadra neopromossa in serie A, decide di affidare la panchina al semisconosciuto Oronzo Canà, sanguigno allenatore pugliese con moglie piemontese e figlia sentimentalmente problematica a seguito. Seguace delle teorie di Liedholm, ma non del suo aplomb, Canà comincia a rendersi conto della nuova realtà quando l'unico risultato che ottiene al calciomercato è perdere i due migliori giocatori della sua squadra, ceduti dal suo presidente alla Juve per una fantomatica opzione futura su Maradona.

Stress da calciomercato

Per cercare di ottenere qualche giocatore valido, Canà si reca allora in Brasile con una specie di mediatore, tale Bergonzoni, che vanta un'amicizia di lunga data con tale Giginho, il quale a sua volta millanta conoscenze con tutto il mondo del calcio brasiliano. I due sono in realtà due truffatori di bassa lega, e l'unica cosa che Canà ottiene dalla trasferta è l'esportazione dell'appendice da un medico brasiliano che i due gli avevano spacciato per Socrates. Ma prima di tornare in Italia a mani vuote, Canà si imbatte in un giovane dall'indubbio potenziale, Aristoteles, e lo mette sotto contratto.

Canà spiega la fantomatica "bizona"

Le cose inizialmente non vanno bene, e per Canà arrivano sconfitte e botte dai tifosi, ma poi Aristoteles vince la sua "saudade" e incomincia a segnare, la Longobarda risale la classifica e Canà si vanta da stregone del calcio. Ma l'invidia dei compagni di squadra di Aristoteles, primo fra tutti Speroni, l'amichetto della moglie del presidente, fanno tornare la tristezza nel brasiliano, e insieme alla lunga squalifica subita da Canà riportano la Longobarda sull'orlo della serie B. Il ritorno al gol di Aristoteles, che ha vinto la "saudade" con l'amore per la figlia di Canà accendono però una nuova speranza nei tifosi. Ma prima dello spareggio decisivo per restare in A, il presidente svela all'allenatore il motivo del suo ingaggio: non certo la sua bravura, anzi, al contrario, la certezza che con lui in panchina il ritorno in B sarebbe stato automatico. Così, se Canà vuole il rinnovo del contratto, si dovrà piegare alla volontà di Borlotti e non schierare in capo Aristoteles. Canà prima si piega al diktat, ma poi quando sua figlia lo supplica di mandare in campo il suo amato, si ribella, toglie Speroni, lancia Aristoteles e vince la partita.

Canà portato in trionfo

Mentre viene portato in trionfo dai tifosi, Canà riceve la notizia dell'esonero, ma si vendica rivelando al presidente che sulla sua testa ci sono due sporgenze ramificate..

Il Giudizio

Divertente, ancora oggi attuale presa in giro del mondo del calcio e dei suoi eccessi, con molti protagonisti dell'epoca, sia in campo (Pruzzo, Graziani, Ancelotti, De Sisti) che fuori (Martellini, Biscardi, Maffei, Galeazzi) che si prestano alla vena comica di un Banfi in grande spolvero, con alcune battute veramente spettacolari. Povera solo la parte del gioco vero, con i protagonisti e i campi chiaramente non all'altezza, ma è dettaglio da poco.

Trivia

..Il personaggio di Canà si rifà al vulcanico Oronzo Pugliese, allenatore del Bari degli anni 60..In arrivo a Natale 2007 il seguito..