Un anno di musica: 1986
I numeri uno in Italia
Madonna é regina unica e sola delle classifiche italiane: True blue domina le vendite degli album, e i vari singoli estratti, tra cui "Papa don't preach", "Open your heart", La isla bonita e "Live to tell", sono puntuali numeri uno tra i singoli.

La signorina Ciccone é anche un'abile utilizzatrice del nuovo mezzo di comunicazione che sta sempre piú prendendo piede in tv, il videoclip. Tutti i suoi singoli hanno il supporto di video molto ben fatti, che spopolano su MTV o sulla seguitissima trasmissione "Deejay television". E proprio con un video per l'epoca originalissimo, che unisce film e disegni animati, si mettono in evidenza gli sconosciuti A-ha.

Take on me lancia il trio norvegese ed é campione di incassi in tutta Europa, e il video é premiato ovunque. In Italia, il 1986 é un altro anno pieno di successi clamorosi e mai piú ripetuti, come si dirà piú avanti, ma anche di conferme ai vertici: "Adesso tu" é il grande successo di Eros Ramazzotti, che lancia il suo primo album al numero 1, "Nuovi eroi". Se io fossi un angelo é il tormentone dell'anno, a firma di Lucio Dalla, Battisti riesce ancora a sfornare un numero 1, "Don Giovanni". "Giulio Cesare" é il brano portante del successo di Antonello Venditti, "Venditti e segreti". Continua la contrapposizione tra i Duran Duran, con "Notorious", e gli Spandau ballet, con "Through the barricades". Ma l'Italia é solo sfiorata dai due grandi numero uno dell'anno, Whitney Houston e sua zia, Dionne Warwick.
I campioni internazionali
É di una debuttante, infatti, il numero uno dell'anno: la sconosciuta Whitney Houston supera anche Madonna, e fà strage di vendite e premi con il suo primo album omonimo.

La splendida "Greatest love of all" fà da traino a tutto il 33 giri, e insieme all'utilizzo, anche in questo caso, di video molto ben fatti, lanciano la bella Whitney nel firmamento delle stelle piú luminose del pop. Ma nonostante il suo straordinario successo, e quello di Madonna, é di un'altra signora il disco piú venduto dell'anno: Dionne Warwick incide con altri grandi artisti "That's what friends are for", stupenda canzone sull'amicizia, i cui proventi vengono devoluti alla ricerca sull'Aids, la cui drammaticità sta cominciando a impressionare l'opinione pubblica. Il miglior disco dell'anno, invece, musicalmente parlando, é "So", di Peter Gabriel, ex leader dei Genesis, il cui video "Sledgehammer" é il piú originale della stagione.

Straordinario successo per "Slippery when wet" dei Bon Jovi, che solo in patria vende 12 milioni di copie e lancia nell'olimpo dei grandi il gruppo del leader di origine italiana. "You give love a bad name" e Livin' on a prayer sono due successi da numero uno (quest'ultima recentemente eletta da MTV la migliore canzone degli anni 80), e il successo della band è tale da creare una nuova categoria di musica: il "glam metal".

Il successo del film "Top gun" lancia in orbita gli sconosciuti Berlin, con Take my breath away. I Survivor ripetono il successo di "Eye of the tiger" con "Burning heart", colonna sonora di "Rocky 4". L'inedita collaborazione tra i rapper Run DMC e il gruppo hard rock Aerosmith produce la simpatica e vendutissima "Walk this way". "Say you say me" é il piú grande successo nella pur brillante carriera di Lionel Richie. I Queen producono il loro album inedito di maggior successo degli anni 80, A kind of magic, con l'omonimo singolo e "Who wants to live forever", tema del film "Highlander". Il genio di Dave Stewart e la voce unica di Annie Lennox realizzano, anche grazie al tour mondiale, il maggior successo della brillante carriera degli Eurythmics, Revenge, con le splendide "When tomorrow comes" e "The miracle of love".

Meteore di mezza estate
Anche il 1986 é ricchissimo di avvistamenti di stelle di mezza estate. La premiata ditta Cecchetto sforna tre prodotti: Taffy, i Via Verdi, con "Diamond", e soprattutto Tracy Spencer.

Run to me é un successo strepitoso, il vero hit dell'estate, e la simpatica, sconosciuta Tracy vince Festivalbar e telegatti a pioggia, per poi tornare nell'anonimato. Ivana Spagna non é propriamente una meteora, ma certo le vendite di "Easy lady" e la relativa esposizione televisiva, in futuro se le potrà solo sognare. L'italianissimo Den Harrow sforna il suo capolavoro(!) "Catch the fox". E Fox é il cognome dell'esplosiva Samantha, la super meteora dell'anno.

Con la sua dirompente carica, le curve pericolossissime e gli ammiccamenti espliciti di Touch me, conquista immediatamente il pubblico maschile, soprattutto quelli della fascia 13-18 anni. I suoi passati da ragazza di pagina 3 di vari tabloid inglesi non fanno altro che guadagnarle ulteriori consensi. Dopo un altro grande hit, "Nothing's gonna stop me now", sparirà dalla circolazione. E successo di un'estate, anzi per essere piú precisi di un inverno, é "Holiday rap", di MC Miker G e Dj Sven (?), due sconosciuti rapper, tornati immediatamente al loro vero lavoro (?). Bruce e Bongo sono invece due zoticoni tedeschi che esaltano le imprese del loro Boris Becker nel tormentone dell'anno, la mitica "Geil". Doctor & the medics sfrecciano con "Spirit in the sky", le Bananarama rifanno la vecchia "Venus" e la portano ai vertici delle classifiche, dove arrivano anche gli sconosciuti Picnic at the white house, con "We need protection".The captain of her heart é il solo grande successo della carriera di Double, così come "Looking for love" per Tom Hooker. Billy Ocean brilla di luce intensissima con "When the going gets tough", e se per caso vi ricordate anche i Cameo, quelli col sospensorio di lattice rosso, beh allora siete rovinati..ma "Word up"era proprio forte!
Persi e ritrovati

La musica australiana degli anni 80 si identifica soprattutto con due gruppi, gli INXS e i Men at work. Ma un altro gruppo, sconosciuto ai più, e ovviamente anche a me all'epoca 15enne, i Triffids (dal famoso film di fantascienza, "Il giorno dei triffidi"), ha realizzato quello che probabilmente è il disco più intimamente "down under" di sempre, questo Born sandy devotional, che racconta la vastità e l'aridità di un ambiente unico al mondo, quello del deserto australiano. "Wide open road", la canzone migliore dell'album, è una specie di "Born to run", solo che qui la strada aperta che viene raccontata non porta a un domani di speranza, ma solo a un altro giorno in cui vivere la propria solitudine e disperazione, la stessa in cui visse il leader del gruppo, David McComb, morto nel 1999 per problemi legati al suo stato di drogato e alcolizzato. Disco pieno di struggente bellezza, "Born sandy devotional" è uno di quegli episodi della storia della musica che mostrano la grandezza che poteva essere e mai è stata completamente, come nel caso di questi Triffids. Una gemma da scoprire per chi come me all'epoca non avrebbe potuto apprezzarlo.