Un anno di musica: 1988
I numeri uno in Italia
Il 10 settembre 1988 la classifica dei singoli piú venduti in Italia vede al numero 1 Jovanotti, con "Gimme five", al numero 2 Jovanotti, con "Gimme five 2", e al numero 8..Jovanotti con "Go Jovanotti go"!

Indovinate allora chi é il personaggio dell'anno in Italia, considerando che a dicembre sarà ancora primo, con "É qui la festa?" (e secondo é Charlie, con "Faccia da pirla"..). L'abile lavoro di marketing di Claudio Cecchetto crea anche in Italia uno di quei personaggi dal successo sfolgorante di una sola stagione tipici dei mercati anglosassoni: se non altro, Jovanotti sarà abbastanza bravo da "riciclarsi" cantante serio una volta finita la sbornia di successo da simil-rapper italiano. L'uragano Cherubini travolge tutto e tutti, in una stagione che comunque per il mercato italiano non é proprio esaltante, con successi commerciali che hanno poco a che vedere con la musica di qualità: gli Eight wonder di Patsy Kensit, i M.A.R.S.S., Guesch Patti, il citato Charlie..arriva al numero uno anche la scanzonata banda di Renzo Arbore, con Si, la vita é tutta un quiz.Tra le canzoni che invece restano, "A groovy kind of love" di Phil Collins e le bellissime Wonderful life, dello sconosciuto Black, e "One moment in time", di Whitney Houston.

Se non altro, la musica d'autore trova spazio negli album, con la riuscitissima opera prima della cantautrice americana Tracy Chapman, che domina le classifiche con l'album omonimo. "Nothing like the sun" é forse il miglior lavoro da solista di Sting, e mentre esplode il fenomeno Luca Carboni, si confermano ai vertici Eros Ramazzoti, Antonello Venditti e l'accoppiata di bolognesi d'oro Dalla-Morandi.
I campioni internazionali
Si confermano gli U2 con un altro grandissimo album, Rattle & Hum, ma il fenomeno mondiale del 1988 é George Michael.

L'ex 50% degli Wham opta definitivamente per la carriera solista, e il successo che coglie con "Faith", singolo e album dell'anno, dimostrano che ha avuto ragione. Grande successo anche per gli INXS, con "Need you tonight" e per George Harrison, che con il video senza dubbio piú originale dell'anno porta al numero 1 Got my mind set on you. Trionfale ma effimero successo per Belinda Carlisle, con "Heaven is a place on heart", mentre "Sweet child o' mine" fà da trampolino al primo grande successo dei Guns 'n Roses, Appetite for destruction.

Il gruppo di Axl Rose e della chitarra Slash é quanto di meglio in ambito hard rock dai tempi dei Deep Purple, e diventerà il nuovo punto di riferimento in materia per i prossimi anni. "It takes a nation of millions to hold us back" é invece il disco che proclama i Public Enemy fenomeni assoluti del rap. Nella sua prima "incarnazione" ottiene un grande successo Kylie Minogue con "I should be so lucky", mentre la stupenda Don't give up della coppia Peter Gabriel-Kate Bush aspira seriamente al titolo di canzone più bella del decennio.
Meteore di mezza estate
Tullio De Piscopo é un'altra meteora non proprio tipica, certo é che il successo che ottiene con Andamento lento, in seguito se lo puó solo sognare..così come la Steve Rogers band, tormentone dell'estate con "Alzati la gonna" e poi tornata al ruolo di gruppo supporter di Vasco Rossi. Belinda Carlisle é una stella molto luminosa solo nell'estate 1988, con "Heaven is a place on heart" e "I get weak", ma non regge il confronto con l'autentica meteora dell'anno, la francese Guesch Patti.

Con un video molto provocante e oggetto di vari dibattiti in merito alla liceità di trasmettere tutto a tutte le ore, ottiene un grandissimo successo per la sua Etienne: poi, sparirà dalla circolazione. Transitano nei cieli molto velocemente anche Eddy Grant, con "Gimme hope Johanna", Ziggy Marley con "Tomorrow people", Vanessa Paradis con "Joe le taxi". Anche se conosciutissimi nell'ambiente reggae inglese, non erano molto noti all'estero gli Afrika Bambataa, che spopolano con Reckless. I Bros anticipano la mania delle boyband, con "When will i be famous?": per fortuna, mai. Gerry Scotti rischia di arrivare al numero 1(!) con "Smile". Anno di musica per palati fini, il 1988!
Persi e ritrovati

Etichettati in maniera troppo frettolosa come semplici copie dei Genesis (quelli dell'era Gabriel, naturalmente), i Marillion (dal libro di Tolkien, "Il Silmarillion") sono stati in realtà negli anni 80 una band che ha saputo coniugare suoni melodici con testi e tematiche piene di fantasia, ispirate alla letteratura celtica da cui avevano preso il loro stesso nome. Guidati dalla personalità e dalla presenza scenica del leader, Fish, hanno anche mostrato una notevole bravura nei concerti dal vivo, come testimoniato da questo doppio live The thieving magpie ("La gazza ladra", dall'opera omonima di Rossini, la cui introduzione dà avvio al concerto), in cui ripropongono il meglio del repertorio, a pochi mesi dallo scioglimento del gruppo, causato dai dissapori interni nei confronti di Fish, la cui presenza cominciava a diventare troppo ingombrante per gli altri componenti della band. La classica "Script for a jester's tear" e i brani che compongono la suite "Misplaced childhood", tra cui il successo internazionale "Kayleigh", sono le parti migliori di un album che mostra un grande, istrionico leader, ma anche dei notevoli musicisti, come il chitarrista Steve Rothery e il bassista Pete Trewavas. Un bel tuffo nel rock melodico, un cd da avere, se non a tutti i costi, almeno in saldo..