I personaggi delle cronache - 1988

Mikhail Gorbaciov, il vento del rinnovamento

Gorbaciov

Già segretario del partito comunista dal 1985, il 30 settembre di quest'anno Mikhail Sergeyevich Gorbachev viene eletto anche presidente dell'Unione sovietica. Nella sua nuova posizione di leader assoluto dello Stato continente russo, Gorbaciov dà rinnovata spinta e vigore alla sua politica, fondata sui due termini chiave, perestrojka e glasnost, "rinnovamento" e "trasparenza", due parole praticamente assenti dal vocabolario sovietico. Inizia allora il ritiro delle truppe dall'Afghanistan, diminuendo al contempo di 500.000 unità l'Armata rossa, dialoga con i ribelli armeni che avevano iniziato una pericolosa ribellione, e soprattutto annuncia l'abbandono della "dottrina Breznev", garantendo il non intervento sovietico nell'eventualità che i Paesi dell'Est Europa avessero deciso di darsi nuovi governi democratici. L'insperata apertura libertaria del capo dell'Unione sovietica sarà la molla che spingerà alle pacifiche rivoluzioni (tranne la Romania) che porteranno entro il 1989 allo sfaldamento della "cortina di ferro" e alla fine della guerra fredda con l'occidente. Per il suo impulso a questo grande movimento di pace, Gorbaciov riceverà nel 1990 il premio Nobel. Stimato come leader illuminato e innovatore ad Ovest, Gorbaciov non riceverà però grandi simpatie in Patria da parte di chi lo reputò responsabile del collasso economico che colpì il Paese a seguito dell'abbandono della vecchia politica statalista, che aveva se non altro garantito a tutti qualcosa di più della miseria in cui molti si trovarono dal 1988.

Enzo Ferrari, l'italiano più famoso

Il Drake

Muore a 90 anni l'italiano più famoso del 20° secolo, l'ingegner Enzo Ferrari. Figlio di un dirigente di una fabbrica di lavorazione di metalli, viene colpito sin da piccolo dalla febbre della velocità: subito dopo la prima guerra mondiale, diventa pilota, talmente temerario da suscitare l'ammirazione del padre dell'asso dell'aviazione Francesco Baracca, che gli regala lo stemma della pattuglia aerea del figlio per adornare le sue macchine, un cavallino rampante. Non riuscendo però mai ad ottenere di salire su macchine competitive, decide di abbandonare le corse da pilota per aprire una piccola fabbrica che si occupi di rifornire di pezzi di ricambio le velocissime Alfa Romeo. Nasce la Scuderia Ferrari, che ben presto cambia le sue finalità, diventando a tutti gli effetti una scuderia votata alle corse, su tutte le piste del mondo. A fianco di questa attività principale, Ferrari diventa nel primo dopoguerra anche una casa produttrice di macchine sportive, e ben presto comincia il mito delle Rosse, con le vittorie delle macchine da corsa che danno prestigio alla produzione delle sportive fuoriserie. Attraversando trionfi e drammi personali, come la moglie dell'amatissimo figlio Dino, successi e crisi finanziarie, come quella che lo obbliga ad accettare l'arrivo della Fiat come socio di maggioranza, Ferrari rimane sempre in sella al suo gioiello, meritandosi l'appellativo di "drake" per la feroce determinazione con cui porta avanti la propria azienda. Perde un altro figlio con la morte di Gilles Villeneuve, il pilota che più ha amato, forse perchè gli ricordava la sua giovanile incoscienza. Muore in un periodo in cui le Ferrari non sono più le numero uno nel mondo della velocità, qualche anno prima dell'arrivo di un piccolo francese e di un antipatico tedesco che avrebbero riportato in auge il nome della sua amata scuderia.

Tomba la bomba

La bomba in azione

A 22 anni, e solo 2 anni dopo il suo debutto in coppa del mondo, domina lo slalom e il gigante alle olimpiadi invernali di Calgary e diventa un vero fenomeno di costume Alberto Tomba da Sestola, appennino bolognese. Scanzonato, guascone al limite della spacconeria, Tomba è il primo sciatore a capire che anche il pubblico delle nevi vuole campioni più simpatici e disponibili, e non i musoni come Stenmark, Thoeni, o i suoi contemporanei, Zurbriggen e Girardelli. Dotato di un fisico da superman, Tomba però vince anche perchè è il primo a interpretare nel modo corretto le gare di slalom, stravolte dall'introduzione dei pali snodabili. Tomba aggredisce i paletti con la stessa forza con cui vive la sua nuova vita di vip, sempre in compagnia di belle donne e a tirar tardi in discoteca. Ma quando la domenica mattina esce dai cancelletti di tutte le piste del mondo, dimostra che tra lui e gli altri non c'è mai partita. Mai nessun atleta ha fatto per il proprio sport tanto quanto Tomba, che in Italia fà diventare sport di massa anche lo sci e fà interrompere un edizione di Sanremo per mostrare le immagini del suo secondo oro olimpico. Sempre contrario a disputare le prove veloci, dovrà subire gli atleti "polivalenti" in coppa del mondo, che riuscirà comunque a conquistare nel 1995, grazie a un incredibile stagione con 11 successi. Chiude la carriera con 50 vittorie in coppa, più altri 38 podi, 1 coppa del mondo assoluta, 8 di specialità. Alle olimpiadi, 3 medaglie d'oro e 2 d'argento, 2 ori e 2 bronzi ai mondiali.

FloJo, la donna che correva troppo veloce

Florence Griffith in azione

Il vero fenomeno dei Giochi di Seul non è Ben Johnson, ma un'affascinante 29enne di colore americana, Florence Griffith Joyner (dal matrimonio con il campione olimpico di salto triplo Al Joyner). FloJo, come si fà vezzosamente chiamare, ha già stupito il mondo correndo i 100 metri dei Trials, la selezione per le Olimpiadi, in un fantascientifico 10.49, un tempo con cui all'epoca si potevano vincere i campionati italiani maschili. E alle Olimpiadi non si risparmia, vincendo l'oro sui 100, con un ventoso 10.54, e frantumando ogni record sui 200 metri, che corre in 21 secondi e 34. In entrambe le prove, lascia le avversarie ad almeno 4 metri di distanza, un'eternità. Una supremazia schiacciante, troppo schiacciante secondo molti, che cominciano ad associare il suo nome proprio a quello di Ben Johnson, accusandola di aver fatto uso di sostanze illegali. Il suo ritiro dalle competizioni subito dopo i trionfi olimpici, legato al suo desiderio di affermarsi nel campo della moda, è un altro segnale, secondo i suoi detrattori, del fatto che FloJo ha barato. Nel 1989, un velocista della squadra americana giura che la Griffith si è servita di lui per procurarsi illecitamente l'ormone della crescita, una sostanza dopante. Resta il fatto che la Griffith non fu mai testata positiva ai controlli antidoping a cui fu sottoposta in carriera. La sua tragica morte, avvenuta nel 1998, 10 anni dopo i trionfi di Seul, a causa di un'angioma, ha di nuovo sollevato la polemica sui suoi risultati, trattandosi di una malattia associata con l'uso di sostanze dopanti. 16 anni dopo, del resto, i suoi tempi le sarebbero valsi 2 facili medaglie d'oro agli ultimi Giochi di Atene.

Altri personaggi e fatti in cronaca

Benazir Bhutto è la prima donna ad essere eletta presidente di un Paese islamico, il Pakistan, Mike Tyson guadagna 20 milioni di dollari in 91 secondi, il tempo necessario per difendere il titolo di campione dei massimi contro Michael Spinks. Nelson Mandela è ancora in carcere il giorno del suo 70° compleanno, e un concerto a Wembley ne sollecita la liberazione: Gilbert, il peggior uragano del secolo si abbatte sulle coste del Messico, mentre Ferdinando e Imelda Marcos, ex presidente e first lady delle Filippine, sono citati in giudizio da un gran jury di New York, dove avrebbero "investito" 100 milioni di dollari illegalmente "guadagnati" in patria. George Bush succede al maestro Reagan come presidente degli Stati Uniti, e l'Australia celebra il proprio bicentenario, ma uno dei suoi figli più famosi, Andy Gibb, dei Bee Gees, muore a soli 30 anni. Per la prima volta, un rapporto medico paragona il potere additivo della nicotina a quello di eroina e cocaina, ma la Philip Morris non sembra preoccuparsene, investendo 13 miliardi di dollari per l'acquisizione della Kraft. L'aviazione militare americana rivela al mondo l'esistenza dello Stealth, il bombardiere invisibile. Mentre il mondo degli incalliti videogiocatori è scosso dall'arrivo del Sega Megadrive, il primo virus worm, Morris, si propaga su Internet (o per lo meno sui pochi computer che all'epoca erano in Rete).