Pirmin Zurbriggen

Pirmin Zurbriggen è l'altra metà del duo che dominò lo sci degli anni 80: come per Girardelli, anche la sua grandezza può essere raccontata con alcuni numeri: 4 coppe del mondo assolute e 8 di specialità, 4 titoli mondiali, e altre 5 medaglie in questa manifestazione, campione olimpico in discesa nel 1988, più un altro bronzo olimpico. Formidabile atleta polivalente, è stato il primo a vincere in tutte le specialità dello sci alpino. Nel 1987, ha vinto la coppa del mondo assoluta, 3 di specialità, e 2 titoli mondiali. Molto legato alla sua famiglia, oggi si occupa della gestione dell'albergo di famiglia, come si vede dal sito zurbriggen online.
Come ho già chiesto a Girardelli, il tuo nome rimarrà sempre associato a quello del tuo grande rivale. Cosa provi per lui, un po' di rabbia per le vittorie che ti ha portato via, o comunque pensi che una grande rivalità alla fine metta in luce entrambi i rivali?
La presenza di un grande rivale, la rivalità che si instaura, ti spinge a migliorare sempre di più, ad aumentare le motivazioni, in modo da essere migliore di lui e di tutti gli altri. Marc è stato il mio motivatore.
Hai vinto tutto, coppe del mondo di specialità e assolute, campionati del mondo, ma solo un oro olimpico. Ma è così diverso e difficile, vincere un Olimpiade?
Le Olimpiadi hanno un qualcosa di speciale, e vincere una medaglia olimpica, di qualsiasi colore, è il sogno di ogni sportivo. Il fatto che ci siano solo ogni 4 anni le rende difficili da preparare, e il nervosismo che provocano fà il resto, non sono certo una semplice gara di coppa del mondo.
Girardelli ha detto di te che sei lo svizzero più famoso della storia dopo Guglielmo Tell. Ma come era lo sci in Svizzera negli anni 80, più popolare grazie alle tue vittorie, o voi svizzeri non avete bisogno di eroi per seguire uno sport, come noi italiani con Tomba?
Lo sci in Svizzera negli anni 80 era al culmine della popolarità, tutti lo seguivano in tv, le scuole si fermavano, e per le gare di casa le scolaresche andavano sui campi di gara. Non è stato solo merito mio, all'epoca c'erano sei-sette atleti in grado di vincere ogni gara, e l'euforia era generale.
Quale è stato il vertice della tua carriera, il momento in cui sentivi che nessuno ti poteva battere?
Calgary 1988 è stato il picco della mia carriera: ero in grandi condizioni fisiche e ero concentrato al massimo sulle gare.