Gli altri spettacoli

Drive in

Il cast del drive in Altri protagonisti dello show di italia uno

Dalla mente di Antonio Ricci e con la regia fulminante di Beppe Recchia, il programma che più di ogni altro ha innovato la televisione italiana negli ultimi 20 anni. Con un grandissimo Gianfranco D'Angelo a guidare le fila, e un simpaticissimo Ezio Greggio nei panni del suo aiuto, si alternano sul palcoscenico del drive in di Italia Uno, gremito di auto, ragazzi e risate registrate, tantissimi comici, in una girandola sfrenata di battute e tormentoni. Prima di diventare scrittore di bestsellers, Giorgio Faletti dà corpo a Vito Catozzo, fan sfegatato di Adriano Celentano, guardia privata con moglie extralarge e figlio dalle tendenze "anomale", a Carlino, che finisce sempre per scoprire le scappatelle della prosperosa cognata, che ne compra il silenzio a forza di "giumbotti", alla manesca Suordaliso, e ancora al cavaliere mascarato, che ruba le battute ai ricchi per darle a quelli poveri di spirito. Enzo Braschi è il paninaro, con giubbino moncler e scarpe timberland d'ordinanza, in cerca di "sfitinzie", ma che finisce sempre per prendere "compilation di schiaffazzi". Sergio Vastano è lo studente calabrese fuori corso della Bocconi, che vive nel mito di LCDM, Luca Cordero di Montezemolo, ma che agli esami prende sempre 18. Francesco Salvi è un camionista surreale, che va in giro con magliette tipo "Tenete pulita l'Italia..buttate i rifiuti in Svizzera!". E poi ancora Zuzzurro e Gaspare, con le folli indagini del commissario Zuzzurro, i Tretre, sempre in cerca di un pollo da spennare, il pavido Beruschi inseguito dalla moglie arpia, lui che ambirebbe alle grazie di Carmen Russo, o anche a quelle di Lori del Santo, quando veste i panni di Beruscao, il protagonista della telenovela "Una brutta fazenda".

E ancora, le parodie dei film famosi, le comiche di Benny Hill, e soprattutto una presenza femminile sempre in primo piano, e prorompente: da Carmen Russo, alle "ragazze fast food" di Tini Cansino, "zie" delle moderne veline, a Lori del Santo sempre ripresa dalla sua "angolazione" migliore, a Ambra Orfei, alla esotica Johara. In mezzo a un diluvio di gag, D'Angelo si inventa caratterizzazioni da Oscar: fà Pippo Baudo e Katia nella telenovela "Anche i Baudi piangono", una Raffaella Carrà dalla lacrima facile e dagli effetti miracolosi, veste poi i panni di Gervasetto che intervista Marina Lante delle Povere, si mette i vestiti larghi di Spadolini, quelli più alla moda del ministro delle finanze Goria, e infine cerca di spacciare per fenomeno il bracco Has Fidanken, che invece se ne sta immobile sul palcoscenico. Greggio lo spalleggia nei panni dell'imbonitore dell'asta tosta, dove vende oggetti "tosti per tutti i gosti", e dove cerca di piazzare l'orrido autoritratto del maestro beone Teomondo Scrofalo.

Greggio e l'asta tosta

Poi, si veste da Zichirichì, scienziato sopra le righe, e da Vermiglione, parapsicologo la cui specialità e far sparire i soldi dei clienti. Insomma, un ritmo vertiginoso per il programma che più di ogni altro rappresenta gli anni ottanta, con i suoi tic, le sue manie, le sue risate finte, la sua voglia di strappare una risata "di stomaco", e non solo di labbra. Se mi si passa il termine, rivoluzionario.

Quelli della notte

Arbore e il suo gruppo

Il grande manipolatore del mezzo televisivo Renzo Arbore, già "colpevole" di fenomeni come "L'altra domenica", crea questo programma volutamente caciarone, sgangherato, che mostra un'Italia cialtrona dove scherzano e filosofeggiano in allegria tanti personaggi-maschere. Da Catalano, il filosofo dei ragionamenti lapalissiani ("Meglio dal vivo che dal morto") e frate Antonino da Scasazza, i cui libri di Sani Gesualdi andranno addirittura nella lista dei bestsellers, a Ferrini, rappresentante di pedalò, e Roberto D'Agostino, critico dell'effimero. E ancora, Andy Luotto vestito da arabo (ma minacce non troppo velate da un associazione islamica lo convinceranno ad abbandonare il personaggio), Simona Marchini che sogna di vivere in una telenovela, e Riccardo Pazzagli, filosofo della napoletanità. Dirige, stuzzica, provoca tutti Renzo Arbore, che si esibisce anche nella sua passione, il jazz, con la "New patetic elastic orchestra". Grande successo di critica e pubblico, prepara il campo a "Indietro tutta". Successo strepitoso per la sigla, "Ma la notte no".

Indietro tutta

Arbore comandante della nave e Frassica bravo presentatore

Arbore ci riprova e ci riazzecca ancora, con l'ideale seguito di "Quelli della notte". Nel nuovo show di seconda serata, è la televisione ad essere presa di mira e "smontata" nei suoi meccanismi, con le esagerazioni della pubblicità (il mitico sponsor fasullo Cacao meravigliao), quelle dei quiz (il "bravo presentatore" Frassica, giacche platinate d'ordinanza, che non si preoccupa minimamente di correttezza di domande e risposte, e il ruotone della fortunona). Le ragazze coccodè anticipano le veline prossime venture, mentre Arbore gestisce interferenze, collegamenti, strani ospiti, e la mitica sigla "La vita è tutta un quiz" che spopola in hit parade.

Colpo grosso

Umberto Smaila al tavolo di gioco

Nella seconda metà degli anni 80, con l'avvento delle televisioni commerciali, si fanno sempre più deboli i legami che la bacchettona tv di Stato aveva stretto con la classe dirigente vicina alla Chiesa. E senza falsi perbenismi, va in onda anche il primo sexy varietà della televisione. Umberto Smaila , ex "gatto di vicolo Miracoli", che il fisico del "viveur" ce l'ha sicuramente, presenta un gioco ambientato in un casinò, in cui lo scopo dei concorrenti è vincere con giochini legati alle carte o comunque all'azzardo delle fiches virtuali, che serviranno a spogliare in maniera molto reale delle belle ragazze. Per vincere più fiches, i concorrenti stessi possono salire sul palcoscenico e spogliarsi: è il trionfo della tv voyeuristica, con il programma che diventa motivo di commenti in ufficio e a scuola quasi come il calcio. Tra le vallette di Smaila, fà la sua ottima figura anche Linda Lorenzi, ex valletta di Corrado, che mostra le sue notevoli qualità nascoste. Fenomeno sociologico.

Colosseum

Introdotte da una sigla in cui compare una mongolfiera che si alza dal Colosseo, venivano proposte in questo originale show le più spettacolari, divertenti immagini di tutto ciò che fa spettacolo e divertimento nel mondo: feste grandiose, gare mozzafiato, discipline sportive stranissime, esibizioni da guiness dei primati. Insomma, i mille modi per evadere dalla noia e dal tran-tran quotidiano: questo il filo conduttore del divertente programma di Brando Giordani. Insolito.